Il CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism è entrato nella sua fase definitiva il 1° gennaio 2026 e sta diventando un elemento sempre più importante per chi importa alluminio e prodotti in alluminio nell’Unione Europea.
Il 15 settembre 2026 il Parlamento Europeo ha approvato la propria posizione su una nuova estensione del CBAM, introducendo modifiche che potrebbero interessare direttamente anche il mercato dei rottami di alluminio.
Per trader, fonderie, riciclatori e importatori europei diventa quindi importante capire quali materiali sono già soggetti al CBAM e quali potrebbero esserlo in futuro.
Il Carbon Border Adjustment Mechanism è il sistema europeo creato per applicare alle importazioni di determinati prodotti un costo legato alle emissioni di CO₂ incorporate nella loro produzione.
L’obiettivo è evitare che un prodotto realizzato fuori dall’Unione Europea senza costi climatici equivalenti possa avere un vantaggio rispetto allo stesso prodotto fabbricato in Europa.
Attualmente il CBAM riguarda sei settori:
alluminio – ferro e acciaio – cemento – fertilizzanti – idrogeno – elettricità.
Per l’alluminio sono già comprese numerose categorie di prodotti, tra cui alluminio greggio, profili, barre, fili, lastre, coils, fogli, tubi e altri semilavorati.
Qui si trova la novità più interessante per il settore del riciclo.
La proposta originaria della Commissione Europea prevedeva di considerare come precursore il rottame di alluminio classificato alla voce CN 7602, ma escludeva espressamente il materiale post-consumo.
Il Parlamento Europeo ha invece votato per eliminare questa esclusione.
La propria posizione negoziale prevede quindi:
CN 7602 – Aluminium waste and scrap
senza l’esclusione del post-consumer scrap.
In altre parole, se questa impostazione verrà mantenuta nel testo definitivo, anche il rottame di alluminio post-consumo potrebbe assumere rilevanza nel calcolo CBAM.
Questa modifica non è ancora legge.
Il voto del Parlamento del 15 settembre definisce la posizione con cui l’Eurocamera entrerà nei negoziati con il Consiglio dell’UE. Il testo finale potrebbe quindi essere modificato.
Il motivo è semplice.
L’alluminio secondario prodotto utilizzando scrap ha generalmente un’impronta carbonica molto inferiore rispetto alla produzione di alluminio primario.
Diventa quindi fondamentale stabilire come viene considerato il rottame utilizzato per produrre alluminio importato nell’Unione Europea.
Le nuove regole mirano anche a contrastare fenomeni di resource shuffling, cioè la riorganizzazione artificiale delle materie prime e dei flussi produttivi con l’obiettivo di dichiarare emissioni inferiori per i prodotti destinati al mercato europeo.
Un’altra modifica importante approvata dal Parlamento riguarda la soglia di esenzione.
Gli eurodeputati hanno sostenuto la riduzione della soglia relativa all’alluminio da 50 a 5 tonnellate, con l’obiettivo di intercettare anche importazioni relativamente leggere ma di elevato valore economico.
La modifica può diventare particolarmente rilevante per importatori di:
Anche in questo caso si tratta della posizione del Parlamento, che dovrà essere negoziata prima dell’approvazione definitiva.
Nell’immediato, il voto del 15 settembre non modifica le operazioni commerciali già in corso.
La fase definitiva del CBAM è già operativa dal 1° gennaio 2026 secondo le regole vigenti.
Quello che cambia è la prospettiva.
Chi importa o commercializza alluminio dovrebbe iniziare a prestare maggiore attenzione a:
origine del materiale → classificazione doganale → quota di materiale riciclato → tipologia di scrap utilizzato → emissioni incorporate → documentazione del produttore extra-UE.
Queste informazioni potrebbero diventare sempre più importanti per determinare il costo effettivo dell’importazione.
| Materiale | Situazione |
|---|---|
| Alluminio primario / greggio | Già CBAM |
| Semilavorati Al coperti dai codici previsti | Già CBAM |
| Rottame Al pre-consumo come precursore | Previsto nella proposta di estensione |
| Rottame Al post-consumo come precursore | Parlamento favorevole all’inclusione |
| Nuovi prodotti downstream in alluminio | Proposta di ampliamento |
| Nuove modifiche votate 15/09/26 | Non ancora definitive |
La proposta della Commissione prevede inoltre l’aggiunta di 180 prodotti downstream ad alto rischio di carbon leakage; il Parlamento ha chiesto un’estensione ancora più ampia.
Se il testo definitivo attribuirà maggiore rilevanza allo scrap nella metodologia CBAM, tracciabilità e qualità del rottame diventeranno ancora più importanti.
Per un produttore europeo di alluminio secondario potrebbe aumentare il valore strategico di poter dimostrare:
Questo potrebbe aumentare ulteriormente l’interesse industriale verso flussi di rottame ben identificati e documentati.
Ed è esattamente il tipo di mercato nel quale piattaforme B2B specializzate possono facilitare l’incontro tra chi produce scrap e chi lo utilizza come materia prima.
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rottami di alluminio – lingotti – coils – lastre – profili – billette – altri semilavorati.
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