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EUROPA - OCSE

UE verso lo stop all’export di rottami verso i Paesi non-OCSE: cosa può cambiare per il mercato dei metalli

La Commissione europea sta preparando una nuova stretta sulle esportazioni di rifiuti verso i Paesi non appartenenti all’OCSE. Al centro del dibattito c’è soprattutto il rottame di alluminio, materia prima sempre più strategica per l’industria europea.

 

Il mercato europeo dei rottami potrebbe trovarsi davanti a un importante cambiamento delle proprie rotte commerciali.

Il 4 settembre 2026 è emerso che la Commissione europea sta lavorando a un atto delegato nell’ambito del Waste Shipment Regulation con l’obiettivo di vietare le esportazioni di rifiuti, compreso il rottame di alluminio, verso i Paesi non appartenenti all’OCSE, salvo alcune possibili eccezioni. La proposta dovrebbe essere sottoposta a consultazione pubblica prima dell’eventuale adozione entro la fine dell’anno.

Si tratta quindi, è importante precisarlo, di una misura in preparazione e non ancora di un divieto entrato in vigore.

europa ocse

Perché l’Europa vuole trattenere più rottami

Il rottame metallico non viene più considerato semplicemente un rifiuto da esportare, ma una materia prima secondaria strategica.

Il caso dell’alluminio è particolarmente evidente. Riciclare alluminio richiede circa il 95% di energia in meno rispetto alla produzione di metallo primario partendo dalla bauxite. Per l’industria europea poter disporre di maggiori quantità di scrap significa quindi ridurre consumi energetici, emissioni e dipendenza dalle materie prime importate.

Il problema è che una parte importante dei rottami europei viene acquistata da operatori extra-UE, inclusi mercati asiatici capaci di competere fortemente sul prezzo.

La Commissione aveva inizialmente valutato strumenti commerciali più tradizionali per limitare l’export di rottame di alluminio. Questa strada sarebbe stata accantonata perché avrebbe interessato soltanto una parte dei flussi. L’ipotesi oggi allo studio punta invece sul Waste Shipment Regulation.

import/export

India e Cina potrebbero essere tra i mercati più interessati

Una eventuale restrizione verso i Paesi non-OCSE avrebbe conseguenze importanti sulle attuali rotte commerciali.

Tra i Paesi non appartenenti all’OCSE figurano infatti India e Cina, due destinazioni importanti per diverse tipologie di materie prime secondarie e rottami metallici europei.

La situazione normativa è però più articolata di un semplice “stop alle esportazioni”.

Il nuovo Regolamento europeo sulle spedizioni di rifiuti prevede già che dal 21 maggio 2027 l’esportazione di rifiuti non pericolosi verso Paesi non-OCSE sia generalmente vietata, salvo i Paesi che dimostrino alla Commissione di poter gestire determinati flussi secondo standard ambientali adeguati e vengano autorizzati.

L’India, per esempio, ha già presentato richiesta alla Commissione per poter continuare a ricevere determinati rifiuti non pericolosi dall’UE. La prima lista dei Paesi e dei flussi autorizzati è prevista entro il 21 novembre 2026.

La nuova iniziativa annunciata a settembre potrebbe quindi restringere ulteriormente questo quadro, soprattutto per l’alluminio.

mercato dei rottami metallici

Cosa potrebbe succedere ai prezzi dei rottami?

È ancora presto per stabilirlo.

Se una quantità maggiore di rottame dovesse necessariamente rimanere all’interno dell’Unione europea, aumenterebbe la disponibilità di materia prima secondaria per fonderie, raffinerie e impianti di riciclo europei.

Questo potrebbe modificare:

  • differenziali di prezzo tra Europa e mercati internazionali;
  • premi e sconti applicati alle diverse qualità di scrap;
  • convenienza delle esportazioni extra-UE;
  • destinazioni industriali dei materiali;
  • domanda delle fonderie europee;
  • valore della corretta separazione dei rottami per lega e qualità.

L’effetto non sarà necessariamente identico per tutti i materiali.

In particolare, sarà importante distinguere tra rottami di alluminio, rame, ferro, inox e altri metalli, oltre che tra materiale classificato come rifiuto e materiale che abbia eventualmente cessato tale qualifica secondo la normativa applicabile.

Il mercato europeo dei rottami diventerà ancora più importante

La direzione politica europea è comunque chiara: aumentare il riciclo interno delle materie prime, migliorare la tracciabilità dei flussi e ridurre la dipendenza dell’industria europea dalle risorse provenienti da Paesi terzi.

DIWASS

Dal 21 maggio 2026 è inoltre operativo DIWASS, il sistema digitale europeo che gestisce elettronicamente le procedure relative alle spedizioni di rifiuti, comprese quelle soggette a notifica e quelle della green list.

Per gli operatori del settore questo significa che la capacità di individuare destinazioni industriali affidabili all’interno dell’Unione europea assumerà un peso crescente.

Ed è proprio qui che marketplace e network B2B specializzati possono avere un ruolo importante: collegare chi produce o commercializza rottami con fonderie, acciaierie, raffinerie e riciclatori in grado di utilizzare quella specifica materia prima secondaria.

Cosa devono fare oggi le aziende?

Per il momento non cambia automaticamente la possibilità di vendere un carico di rottame fuori dall’UE per effetto dell’annuncio del 4 settembre.

È però opportuno per produttori, commercianti e recuperatori iniziare a:

diversificare le destinazioni, sviluppare nuovi buyer europei e classificare sempre meglio i propri materiali per composizione, lega, qualità e provenienza.

Il 2027 potrebbe rappresentare un punto di svolta per il commercio internazionale dei rottami europei.

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