Acciai basso legati: cosa sono e quali categorie commerciali esistono
Gli acciai basso legati (o low alloy steels) sono una famiglia di acciai ferrosi che contiene una percentuale di elementi di lega generalmente inferiore al 5%.
Gli elementi più comuni sono manganese, nichel, cromo, molibdeno, vanadio, titanio e niobio, aggiunti in piccole quantità per migliorare proprietà meccaniche e resistenza senza arrivare ai costi e alla complessità degli acciai alto legati o inossidabili.
Per questo sono largamente impiegati nell’automotive, nei macchinari industriali, nelle costruzioni metalliche, nel mondo dell’energia e nelle attrezzature meccaniche.
Principali categorie commerciali degli acciai basso legati
Esistono molte classificazioni tecniche (EN, UNI, ASTM, AISI), ma nel commercio dei rottami e dei semilavorati si tende a raggrupparli nelle seguenti macro-famiglie:
1. Acciai al manganese (Mn)
Usati soprattutto per:
lamiere
carpenteria
componenti meccanici
Il Mn migliora la resistenza e la temprabilità, senza compromettere la lavorabilità.
2. Acciai al nichel (Ni)
Caratterizzati da ottima resilienza e resistenza alle basse temperature. Utilizzati in:
criogenia
serbatoi
costruzioni in climi rigidi
3. Acciai al cromo-molibdeno (Cr-Mo)
Molto diffusi nei settori:
automotive
tubi e condotte
parti meccaniche sottoposte a fatica
Il Cr aumenta la durezza e la resistenza all’usura, mentre il Mo migliora la tenacità.
4. Acciai microlegati (HSLA – High Strength Low Alloy)
Contengono piccole quantità di V, Nb, Ti. Sono strutturali, molto resistenti e leggeri. Usati per:
carpenterie medio-pesanti
telai
lamiere ad alta resistenza
5. Acciai bonificati da costruzione
Non rientrano negli inox, ma sono comunque basso legati. Molto usati per alberi, ingranaggi, tiranterie, parti meccaniche sollecitate.